Programma dell’Associazione Sentina

Il programma si articola nei diversi punti esposti in seguito; le linee guida ispiratrici di tale programma sono le seguenti:

  • tutela dell’area dichiarata “Riserva Naturale” nella delibera Regionale 156;
  • tutela di tutti i cittadini che vogliono godere delle bellezze naturali che la Sentina offre;
  • tutela degli attuali residenti nella zona della Riserva;
  • tutela degli abitanti del quartiere Sentina, adiacente alla Riserva;

Da queste linee guida scaturisce il seguente programma dell’Associazione Sentina.

1 - L’area della Riserva va protetta dall’erosione marina

Della Sentina di qualche anno fa molti ricordano solo i famosi laghetti e la liquirizia. Si dimenticano però che il mare negli ultimi 50 anni ha inghiottito 300 metri di terra. Chi si reca nella Sentina in dicembre o a gennaio, dopo una forte mareggiata, può vedere chiaramente come l’acqua del mare arrivi a ridosso della strada che conduce al Tronto. Anno dopo anno il mare avanza verso l’entroterra e ciò lo si deve sia al fiume Tronto che non porta più ghiaia e detriti che contribuivano a formare una barriera all’avanzata del mare, sia agli scogli che sono stati posti a protezione delle spiagge attrezzate a nord della Riserva che costringono in qualche misura le correnti marine a concentrarsi nell’unica zona rimasta senza protezione, ossia il territorio della Riserva. Del resto per accorgersi di ciò basta guardare una foto aerea della zona.

Pur consapevoli del fatto che una riserva naturale, per legge, non può dotarsi di barriere artificiali, per arginare l’erosione, come ad esempio gli scogli, ci dobbiamo porre seriamente ed urgentemente il problema di fare un intervento, altrimenti tra qualche anno la riserva della Sentina non esisterà più. Per questo chiederemo al Comitato di indirizzo di effettuare, come primo intervento, quello specifico di protezione dall’erosione. Solo successivamente ha senso parlare di ripristino degli habitat naturali, come i laghetti, la flora e la fauna che altrimenti verrebbero spazzati via.

2 - La nostra visione della Sentina è quella di un luogo fruibile da tutti

Non dunque esclusivo come potrebbe essere rappresentato dalla realizzazione di un ippodromo o di un campo da golf, tanto per fare qualche esempio. La Sentina deve essere meta di mamme che portano i loro figli a fare una passeggiata, di disabili che possono trascorrere un paio di ore tra la natura, di giovani ed anziani che fanno un giro in bicicletta, di turisti “stressati” dalla vita frenetica della spiaggia che vogliono godersi un po’ di ombra in pace, di appassionati di “bird watching”, di scolaresche che si recano a vedere gli animali che sono rimasti nelle fattorie ancora attive, oppure che vanno ad osservare la foce del fiume. Insomma, la Sentina deve ridiventare viva.

E per far questo occorre, tra le varie cose, almeno il ripristino della vegetazione e in particolare degli alberi. Chi guarda oggi la Sentina dall’alto della strada Ascoli-Mare vede una distesa piatta e spoglia. Fatto salvo quel po’ di vegetazione che ancora si trova intorno ai casolari abitati dai pochi agricoltori rimasti, il resto è deserto. Sappiamo bene che non era così la Sentina. Addirittura in epoca antica faceva parte della cosiddetta “Selva Giurata” per la quantità di alberi che vi erano.

Dagli anni ’60 in poi, a seguito dell’esodo che si è avuto dalle campagne alle fabbriche dei mezzadri dell’ex proprietà Sgariglia (successivamente assorbita dal comune di Ascoli Piceno), gli alberi sono stati progressivamente sacrificati per lasciare spazio alle colture intensive praticate da chi si ritrovava a gestire decine di ettari di terreno altrimenti incolto (ovvero le grandi aziende che hanno preso in affitto i terreni del comune di Ascoli).

Dunque chiederemo,

  • che almeno lungo le strade, vengano ripristinate le essenze arboree quali siepi e alberi. Una volta vi erano filari di gelsi ai lati delle strade principali, ora c’è n’è rimasto solo uno che, da dati in nostro possesso, dovrebbe avere 106 anni. E’ rimasto l’unico testimone di un tempo migliore, almeno per quanto riguarda la natura. Oltre al fatto che il ripristino degli alberi già di per se è un intervento meritorio, ci sembra ragionevole e sensato immaginare che chi si reca alla Sentina per una passeggiata possa godere di un po’ d’ombra almeno lungo la via principale e possibilmente anche altrove, cioè in apposite aree adiacenti la strada. La via principale deve essere messa in condizioni idonee per essere percorsa a piedi, in bicicletta e, con le dovute precauzioni anche in macchina, ma non a 70 km orari come spesso attualmente accade, sollevando nuvole di polvere e mettendo in pericolo i residenti e i passanti, data la precarietà del fondo stradale.
  • Che la velocità dentro l’area della riserva deve essere fortemente limitata, ad esempio a non più di 30 km orari e ciò va indicato con appositi cartelli stradali e fatto rispettare tassativamente dalla polizia municipale..
  • Introdurre l’opportuna segnaletica informativa all’ingresso e all’interno della Riserva.

3 - Proprietà private

L’area interessata dalla Riserva, come ben sappiamo, è per metà circa di proprietà del comune di Ascoli Piceno, l’altra metà appartiene a privati cittadini. Vi è molta preoccupazione per il futuro di queste persone. I privati possono stare tranquilli poiché, essendo proprietari, non possono certo essere espropriati del proprio podere per farne un giardino o un laghetto, tanto per fare un esempio. Anzi, probabilmente saranno loro per primi a fruire delle opportunità che la creazione della riserva potrà concedere (attività di turismo, colture biologiche, ecc.). Certo saranno chiamati ad un comportamento consono allo status di riserva, nel senso che non potranno costruire palazzi sul loro terreno e non potranno magari usare prodotti ritenuti nocivi per l’ambiente, ma di fatto nulla cambia, in negativo, rispetto ad adesso, semmai il cambiamento è in senso positivo.

Nell’area di proprietà del comune di Ascoli Piceno invece risiedono alcune famiglie che hanno un contratto di affitto con scadenza triennale. Alcune di loro vivono da generazioni in quelle case, altri da alcuni anni. Per tutti, salvo casi particolari di inadempienze contrattuali o di comportamenti palesemente contrastanti con la Riserva, la prosecuzione del contratto di affitto non deve essere messo in discussione dalla creazione della Riserva. A queste persone, in particolare a quelle che nella zona sono nate e cresciute, dobbiamo il massimo rispetto sia perché rappresentano la memoria storica della Sentina ma anche perchè sono le uniche che ad oggi conservano in qualche misura quello che di buono è rimasto nella Sentina.

Per queste persone la Riserva non deve essere un incubo, al contrario deve essere una risorsa. Devono potersi sentire tranquille nel continuare quello che fanno da decenni, ossia la coltivazione dei campi, l’allevamento degli animali, la cura e la custodia delle case, perché, se osservate bene, le uniche case che ancora si possono considerare decorose sono proprio quelle di costoro e non certo quelle lasciate a marcire da quaranta anni senza il benché minimo intervento.

Non deve nemmeno essere ipotizzata l’idea: “adesso buttiamo fuori tutti e ricominciamo con un nuovo capitolo”. Se il Comitato di Indirizzo avrà bisogno di casolari per farne sedi di studi o altro, iniziative indubbiamente interessanti, dovranno essere recuperati ed utilizzati quelli attualmente sfitti, non quelli già abitati. Se il Comitato di Indirizzo avrà bisogno di aree per avviare progetti floro-faunistici, dovranno essere usate quelle attualmente incolte e lasciate all’abbandono. Insomma, chiederemo sia al Comitato di Indirizzo ma soprattutto al comune di Ascoli Piceno che è il soggetto proprietario delle case e dei terreni, di avere la massima attenzione e considerazione per queste persone e ci impegneremo affinché questo avvenga con la piena soddisfazione degli interessati.

4 - E’ assolutamente necessario curare il rapporto di convivenza tra la Riserva e i cittadini

In particolare con quelli immediatamente a contatto, ossia gli abitanti del quartiere Sentina. La Riserva della Sentina deve essere vista dagli abitanti, del quartiere soprattutto, ma anche da chi vi si recherà di tanto in tanto solo per farci una passeggiata, come un luogo accogliente e gradevole, un luogo, per riprendere il motto dell’Associazione, in cui “trascorrere un momento di serenità e spensieratezza”.

Fare di un’area una riserva naturale non vuol dire lasciare che le erbacce crescano indisturbate o che i fossi non vengano tenuti in ordine affinché “la natura faccia il suo corso”. Se questa è l’idea della riserva, allora non ci siamo proprio. Questo concetto va bene per un’isola o per una regione disabitata, non può essere applicato ad un’area inserita in un contesto urbano densamente popolato.

Molte persone hanno la preoccupazione che la Riserva sarà d’incentivo al proliferare delle zanzare. Innanzi tutto bisogna riconoscere che la Riserva ancora non c’è ma le zanzare non mancano. Con l’istituzione della riserva, l’obiettivo è di ridurre le zanzare, non certo di aumentarne il numero. Certo, non possiamo pretendere che vengano usati i gas nervini per distruggerle, tuttavia siamo costretti a trovare un modo, compatibile con la riserva, per sconfiggerle o almeno per limitarne l’azione. Per raggiungere questo obiettivo la cura del territorio e la scienza giocano ruoli fondamentali. Per cominciare, la pulizia dei fossi e delle aree adiacenti l’abitato è sicuramente un’arma efficace e allo stesso tempo eco-compatibile. Inoltre sono state sviluppate delle tecniche naturali che consentono di ridurre, se non addirittura bloccare, la proliferazione delle zanzare. Chiederemo che queste tecniche vengano messe in opera nella Riserva della Sentina.

Un altro argomento che suscita preoccupazione è quello relativo al passeggio dei cani. In molti hanno manifestato il timore che, poiché la riserva si estende fino al fosso scolmatore, non potranno più portare i cani in tale zona, solitamente meta di passeggiate. Non ci sembra giusto che in nome dell’ambiente e della natura vengano sacrificate queste creature che dell’ambiente e della natura sono parte integrante. Compatibilmente con quelle che saranno le prerogative dell’oasi, chiederemo che venga prevista un’apposita area nei pressi del paese che possa essere acceduta dalle persone che hanno l’esigenza di portare i loro “migliori amici” a fare una passeggiata.

Per ultimo, ma non certo meno importante, dobbiamo doverosamente ricordare a chi ancora non se n’è accorto che il quartiere Sentina è rimasto forse l’unico della città a non avere spazi pubblici adeguati per far giocare bambini e riunire gli anziani. Non c’è una piazza, non c’è una parrocchia, non c’è nemmeno una pineta degna di tale nome. Fatta eccezione per il piccolo giardino di via Colleoni, non vi è altro spazio pubblico per sedersi su una panchina all’ombra, per tirare quattro calci ad un pallone o semplicemente per incontrarsi e scambiare quattro “vernecchie”.

In un momento storico come questo per la Sentina, un momento di attenzione forse irripetibile, dove più o meno tutti rivendicano i meriti di aver “scoperto” questo “tesoro” per la città, ci sembra doveroso pretendere che vengano realizzati, per gli abitanti della Sentina, quei spazi che da sempre mancano alle persone più deboli, ossia i vecchi e i bambini. Non vogliamo decidere noi dove realizzarlo, se nell’oasi, magari nella zona cosiddetta “di promozione economica e sociale” (sembra la soluzione più ovvia) oppure fuori, ad esempio lungo via del Cacciatore. L’importante è che venga realizzato, senza indugiare, un parco attrezzato con panchine, giochi, e quant’altro necessario a creare aggregazione, per stare insieme.

Per tenerlo curato e in ordine non preoccupatevi, troveremo persone che saranno ben liete di dare una mano al Comune, come già succede per altri parchi in altri quartieri della città. In definitiva, riteniamo fondamentale è che le persone percepiscano la sensazione che ciò che sta cambiando nella Sentina è un cambiamento positivo e non un integralismo naturalistico fine a se stesso. La Riserva dovrà suscitare negli abitanti della Sentina sentimenti di orgoglio e soddisfazione e non di disagio e fastidio.

5 - Fosso collettore

Se il fosso collettore non dovesse rientrare tra i piani della Riserva (ad esempio come fonte di alimentazione dei laghetti che verranno ristabiliti), e se non vi sono vincoli di natura tecnicogiuridica, se ne può valutare l’eventuale deviazione verso il fiume Tronto anziché verso il mare come attualmente accade. La deviazione dovrebbe avvenire prima che il fosso giunga nell’area della Sentina e il costo di tale opera dovrebbe essere finanziato al di fuori di quello che è il normale contributo per la Riserva.

6 - Festa di quartiere, gite ed eventi vari

E’ nostra intenzione ripristinare la festa della Sentina, organizzare gite in Oasi Naturalistiche ed eventi di vario genere per ridare un’identità al quartiere che ultimamente è andata scomparendo. Lo scopo è quello di creare una comunità coesa e solidale per far fronte a qualunque tipo di problema.

7 - Competenze dell’associazione

L’associazione ha come compito principale il controllo e la tutela dell’area dichiarata Riserva Naturale e la cura del rapporto di convivenza tra questa e i cittadini del quartiere.

8 - Controllo della zona da parte degli enti preposti (comitato di indirizzo)

L’associazione si proporrà al comitato di indirizzo come ente di controllo per il rispetto dei vincoli. Solleciterà la forestale per punire le attuali violazioni del regolamento della riserva. Proporrà inoltre visite guidate e iniziative volte ala divulgazione dell’importanza scientifico-sociale della riserva.

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